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Risposte ad alcune domande frequenti

No. Lo Stato italiano prevede che una quota di eredità, chiamata “legittima”, spetti comunque ai familiari. Chi fa testamento infatti può disporre come crede solo di una parte del patrimonio, definita “quota disponibile”.

In assenza di testamento, il patrimonio è diviso tra gli eredi in base alle quote spettanti, come previsto dal codice civile. I familiari che ereditano per legge sono: coniuge, figli, fratelli (se mancano i figli), ascendenti (se mancano i figli) o altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi).

Non necessariamente. Il testamento olografo può essere redatto da chiunque lo desideri e sia in grado di scrivere. Sarà necessario rivolgersi al notaio nel caso in cui si intenda o si debba redigere un testamento pubblico.

In assenza di testamento, il patrimonio è diviso tra gli eredi in base alle quote spettanti, come previsto dal codice civile. I familiari che ereditano per legge sono: coniuge, figli, fratelli (se mancano i figli), ascendenti (se mancano i figli) o altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi).

I fondi raccolti grazie ai lasciti ci offrono la garanzia di poter portare avanti gli impegni presi con le persone con disabilità e le loro famiglie, per un futuro di serenità.

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In virtù della sua natura non commerciale ai sensi dell’art. 79, comma 5 del D.Lgs n.117 del 03/07/2017 e che, pertanto, relativamente alle liberalità erogate, i donatori possono optare:

Se persone fisiche: per la detrazione fiscale al 30% fino ad un massimo di € 30.000,00 ovvero dedurre la donazione dal proprio reddito complessivo dichiarato per un importo non superiore al 10% del reddito; se la deduzione risultasse maggiore, l'eccedenza può essere computata in aumento dell'importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il 4°, fino a concorrenza del suo ammontare (ai sensi dell'art.83, del D.Lgs n.117 del 03/07/2017).

Se imprese: dedurre la donazione dal proprio reddito complessivo dichiarato per un importo non superiore al 10% del reddito, se la deduzione risultasse maggiore, l'eccedenza può essere computata in aumento dell'importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il 4°, fino a concorrenza del suo ammontare (ai sensi dell' art.83, del D.Lgs n.117 del 03/07/2017).